Enogastronomia

Gamberi su finocchio e zenzero

gamberi finocchio 3

Come le cose infine quando sembrano intricate sono invece semplici… Come i fatti della vita, le circostanze esistenziali, i casi quotidiani, gli accidenti fortuiti… tutto è riconducibile, se osservato da una diversa inquadratura, ad un piano più naturale, normale, quasi comune.

A vedere il piatto portato dal cameriere spilungone già tramavo la cover intuendone la duttilità ma qualcosa sembrava volesse rendere ardua la personale manipolazione. Poi, a casa, tutto è andato come doveva andare. Nicoletta piroettando in cucina ha partecipato con burle e scherni da coppia aperta quasi spalancata.

GAMBERI SU FINOCCHIO E ZENZERO

COSA SERVE

Code di gamberi rossi, finocchio, olio extra vergine di oliva, cipolla di Tropea, zenzero fresco, bergamotto, mandorle, sale alle erbe, sale rosa dell’Himalaya, pepe, vino bianco secco, aceto balsamico.

COME FARE

Ho tagliato la cipolla di Tropea finemente e l’ho lasciata appassire in poco olio evo aggiungendo mezzo bicchiere di vino bianco secco. Nel frattempo, ho cotto al vapore il finocchio e tritato le mandorle.

Ho lavato bene i gamberi, puliti, tolto le teste e il budello e li ho lasciati sgocciolare per poi tamponarli delicatamente nella carta assorbente. Intanto ho aggiunto poco aceto balsamico alle cipolle e spento il fuoco lasciandole coperte in immersione.

Ho frullato il finocchio con le mandorle aggiungendo sale alle erbe, pepe, e un goccio d’olio d’oliva. In una padella ho versato poco olio e lasciato cuocere i gamberi, facendo attenzione a non cucinarli troppo (perché non diventino stopposi).

Ho dunque adagiato in piatto nero per ricalcare un’atmosfera japanaise la crema di finocchio mescolando delicatamente la crema di cipolla, disposto i gamberi e aggiunto una grattugiata di zenzero. Ho infine spremuto qualche goccia di bergamotto e unito il sale rosa…

Se lo avesse assaggiato lo spilungone del ristorante avrebbe di sicuro annuito elegantemente tanta era la maestria nel porgere i piatti e il saluto.. Nicoletta ho assaggiato in silenzio e poi ha telefonato alla sua amica sottoponendo a decantazione prima la ricetta e poi il sottoscritto che nel frattempo si è tracannato quel vino delizioso…

COSA BERE

Quello che mi piace, spesso, è gironzolare in lungo e in largo annusando cantine magari meno note di altre ma preziosi scrigni di nettari locali. Dalle Alpi a Pantelleria, per intenderci. Quando capita. Quando si può. Recentemente non la pigrizia o diavolerie sociali ma evidenti ostacoli meteorologici hanno rallentato il vagabondaggio che riprenderà da subito considerando la primavera…

Ecco che rimanendo nei dintorni di casa ho potuto mettere naso e bocca in un Trentino DOC Superiore, il Müller Thurgau Enopere della Cantina Aldeno. Mi ha impressionato per la sua stravaganza e ha accompagnato i gamberi senza dubbi o cianfrusaglie gotiche. Il suo color verdolino, la buona intensità olfattiva, l’aromatico e fruttato senso di appartenenza alla radice pietrosa, con note di menta, fresco alla bocca, buona persistenza e chiusura leggermente amarognola lo ha posto in cima alla personale scaletta poetica paragonandolo ad una poesia di Guido Gozzano… “Socchiusi gli occhi, sto supino nel trifoglio, e vedo un quadrifoglio che non raccoglierò”. Ecco tutto.

 

Flavio Pedrotti Moser
 
La mia Rubrica è : ” Odissea nelle Spezie ” !
 
Siamo tutti diventati navigatori nello spazio culinario, alla ricerca di ricette  per languori sempre più esigenti.Io ne ho provate di ricette, fusioni che molti cuochi non potrebbero immaginare, cibi e vini da convivio in fiamme al largo dei bastioni di Origano e ho visto microonde balenare nel buio vicino alle porte della cantina. Ecco dunque proporvi ricette trovate nelle sinuosità più oscure della esperienza enogastronomica…

 

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