Enogastronomia

Oeufs de Caille sur les Legumes

oeufs de caille 7

Stavo leggiucchiando un racconto del commissario Maigret… “ si era seduto su uno sgabello, con i gomiti sulle ginocchia e il mento fra le mani. La donna intanto stava preparando un’insalata all’aglio che aveva l’aria di un autentico capolavoro. Maigret cominciava ad avere fame. E quel cosciotto succulento era proprio sotto il suo naso …”.

Neanche dirlo, viene fame anche a me e voglia di qualcosa che neanche so. Intravedo in frigo cinque solitarie uova di quaglia e mi scaravento in una neo caotica estro-(g)astronomia…

OEUFS DE CAILLE SUR LES LEGUMES

COSA SERVE

Uova di quaglia, piselli, carote, patate, sedano, cipolla, pomodoro fresco, peperoncino, 1 avocado, aglio, prezzemolo, 1 lime (o 1 limone piccolo), cumino, pomodori secchi, capperi, sesamo nero tostato, sale alle erbe, pepe, olio evo.

COME FARE

Ho semplicemente lasciato cuocere le uova di quaglia in acqua fredda per 7 minuti dal bollore e le ho poi lasciate raffreddare.

Intanto mentre cuocevano le verdure e i legumi al vapore ho preparato una specie di salsa guacamole: ho tagliato l’avocado a metà, l’ho privato del nocciolo centrale e poi l’ho spellato. Ho quindi ridotto la polpa a piccoli dadini, l’ho messa in una ciotola e schiacciata con una forchetta fino a ridurla in pappa cremosa, una molli messicana insomma. Ho mondato aglio e cipolla bianca e li ho tritati finemente, aggiunti alla crema di avocado, unito il peperoncino triturato, il pomodoro spellato e tagliato a piccoli dadini e ho dunque amalgamato il tutto con i legumi e le verdure tagliuzzate.

Ho lavato il lime, asciugato, grattugiato la scorza e spremuto il succo, aggiunto al composto insieme alla polvere di cumino, il sale alle erbe, il prezzemolo tagliuzzato e abbondante pepe macinato al momento. Ho aggiunto qualche cucchiaio di olio di oliva. Ho coperto e lasciato riposare per almeno mezz’ora per far si che i sapori si fondano al meglio.

Ho sgusciato e sistemato le uova sulla crema nel piatto e guarnito con sesamo nero tostato, pomodori secchi e capperi… Questa cosa io l’avrei spazzata via con crostini di pane di segale ma Nicoletta ha preferito il pane azimo e ha fatto piazza pulita ignorando il mio sguardo felino, elogiando il tipo di uova che – ha bofonchiato con la bocca piena – è dietetico, contiene proteine, glucidi e lipidi speciali, lecitine, tantissime vitamine, sali minerali, amminoacidi essenziali e fattori anti-allergici. Non solo, mi dice, contiene anche un agente anti-colesterolo che pulisce i vasi sanguigni del cuore e del cervello dal colesterolo cattivo, una sorta di spazzino naturale. Io mica le sapevo tutte queste cose. Impietosita dal mio deglutire a vuoto alla fine Nicoletta me ne ha donato uno, di uovo. Grazie Nicoletta. Generosisssssima.

COSA BERE

Un solo ovetto e una cucchiaiata di crema legumosa e gaucamolica mi è bastato per degustare un vino che avevo già preso in considerazione mentre tagliuzzavo e maneggiavo gli ingredienti. Qualcuno immaginerà che il tuffo più naturale sia quello nella vasca del vino bianco ma ho invece stappato un Lambrusco Rosé di Modena regalatomi da una adorabile sommelier che si aggira regolarmente in tutte le rassegne enologiche reperibili… ha di sicuro il dono dell’ ubiquità perché s è segnalata ovunque. Insomma, ho potuto appagare la precaria profusione di uova fatte fuori da Nicoletta con questo Metodo Classico 2010 di Cantina della Volta, un Rosè davvero coi fiocchi, con le caratteristiche di uno Champagne: acidità elevata e tasso alcolico basso. Gradi alcolici bassi e bevibilità molto alta. Facile da bere. Buonissimo.

 

Flavio Pedrotti Moser

La mia Rubrica è : ” Odissea nelle Spezie ” !

Siamo tutti diventati navigatori nello spazio culinario, alla ricerca di ricette  per languori sempre più esigenti.Io ne ho provate di ricette, fusioni che molti cuochi non potrebbero immaginare, cibi e vini da convivio in fiamme al largo dei bastioni di Origano e ho visto microonde balenare nel buio vicino alle porte della cantina. Ecco dunque proporvi ricette trovate nelle sinuosità più oscure della esperienza enogastronomica…

 

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