Enogastronomia

Scheiterhaufen

Scheiterhaufen Flavio

Rieccoci… Tornano le ricette. La pausa estiva ha personalmente arricchito le cover e metti pure che siamo in data di scadenza dell’estate…

Metti anche che le vacanze a molti hanno snaturato le riflessioni esistenziali innescando paturnie, melanconie e trepide attese di babbi natali con sacchi prevedibilmente semivuoti per colpa di quella bufera partita cinque anni fa dai fumettisti della Lehman Brothers che ha ridotto all’osso anche la vacanza. Ci vuole allora qualcosa che coniughi piacere con risparmio. Una torta? Sì, preferibilmente una delizia.

La Scheiterhaufen! Forse poco conosciuta nella Penisola ma molto diffusa nei territori tirolesi. Di sicuro la sua tipicità è anche specialità. Facile esecuzione ed esito con bontà assicurata.

SCHEITERHAUFEN

COSA SERVE

Davvero poche cose… Pane casareccio (se si vuole strafare usate il pane alle noci), 3 uova, latte, zucchero, mele (Golden Delicius o Renette, anche Gala o Morgenduf), uvetta, pinoli, cannella, zucchero di canna, burro, zucchero a velo.

COME SI FA

Ho tagliato il pane a fette alte1 cm, più o meno. Ho sbattuto in un recipiente due uova fresche di giornata donate da una bella contadina. Ho aggiunto un po’ di latte e un cucchiaio di zucchero. Ho dunque affondato le fette di pane e le ho inzuppate senza disfarle. Le ho poi messe in una pirofila alta imburrata formando uno strato.

Precedentemente avevo tagliato a fette sottili le mele sbucciate e prive del torsolo (io ho usato le Golden Delicius), le avevo messe in una zuppiera insieme all’uvetta ammollata, ai pinoli, alla cannella e un po’ di zucchero di canna. Le ho lasciate insaporire rigirandole di tanto in tanto con un mestolino di legno.

Ho quindi coperto il primo strato di pane con le mele e tutto il resto, ho unito qualche ricciolo di burro formando poi altri strati: non troppi per evitare che il dolce risulti troppo spesso. Ho sbattuto l’uovo rimasto e ho spennellato l’ultimo strato insieme a dei riccioli di burro.

Ho infine messo in forno già caldo a 180° (meglio se ventilato) e lasciato cuocere per una cinquantina di minuti. L’ho tolto e l’ho coperto con una leggera fioccata di zucchero a velo…

COSA BERCI

Se questa ricetta rispetta i tempi grami, la leccornia per accompagnarla potrebbe guastare i buoni propositi del risparmio a meno che qualche parente o amici generosi non siano stati così perspicaci da portare in dono una prelibatezza enologica… Se nessuno ha avuto questo spirito, pensateci voi e recatevi all’enoteca più vicina: Moscato Giallo di Castel Beseno. Assolutamente. Il Trentino può vantare un’ampia gamma di vini dolci: dalle vendemmie tardive ai passiti, ai moscati rosa. Questo Trentino Superiore Doc Castel Beseno, un moscato giallo di grande intensità, non deluderà. Anzi, dopo averlo assaggiato con la torta deliziosa aumenterà la vostra autostima  perché vi sentirete sommelier a tutti gli effetti. Un moscato giallo coltivato in zone particolarmente vocate e ricche di storia, dotato di un’armonia di profumi ed aromi che colpisce al primo incontro. È proposto solo da tre cantine: Aldeno, Salizzoni e Vivallis. Boccone dopo boccone, sorso dopo sorso, le paturnie scompariranno e le bufere scatenate dalla Lehman Brothers saranno venticelli tardivi…

 

Flavio Pedrotti Moser

La mia Rubrica è : “ Odissea nelle Spezie ” !

Siamo tutti diventati navigatori nello spazio culinario, alla ricerca di ricette  per languori sempre più esigenti.Io ne ho provate di ricette, fusioni che molti cuochi non potrebbero immaginare, cibi e vini da convivio in fiamme al largo dei bastioni di Origano e ho visto microonde balenare nel buio vicino alle porte della cantina. Ecco dunque proporvi ricette trovate nelle sinuosità più oscure della esperienza enogastronomica…

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