Enogastronomia

Tartare di gamberi rossi

tartare gamberi 2

“Amore mio non costringermi a gesti mai visti e portami a Sirmione”! Okay. Andiamo a Sirmione, allora.. Alle Terme. E poi alle grotte di Catullo, va bene? Es gut!. E poi? E poi…

La fiamma crepuscolare, il grande momento atteso, la parte della giornata vagheggiata e crogiolata: la cena! Bien sur. Così porto a casa una ricetta che poi, da consumato cover chef, affondato in ispirazioni alchemiche, la uso in una metamorfosi ovidiana senza oltraggiarla. Una ricetta coi fiocchi, insomma, regalata dall’atmosfera romantica di Sirmione e da Massimo, il simpatico e bravo annunciatore di menù.

TARTARE DI GAMBERI ROSSI

COSA SERVE

Per la tartare: Gamberi rossi freschissimi, olio evo, sale nero (Kala Namak), pepe in grani, arancia, limone del Garda non trattato, lime, briciole di pane casareccio tostato, basilico.

Per la salsa: zenzero, sedano, mela verde, olio evo, vodka.

COME FARE

Quando decidete di preparare la tartare, prevedete almeno tre giorni… questo per abbattere il pesce e sterminare, qualora fosse annidato, l’anisakis, il subdolo parassita che talvolta alberga nel pesce crudo. Ho quindi pulito i gamberi, tolto il filo nero sulla parte dorsale (l’intestino) e congelati 3 giorni. Li ho poi fatti scongelare in frigo e in seguito li ho tritati grossolanamente. Li ho quindi conditi con sale nero (ho scelto il Kala Namak che preferisco perché non aumenta la percentuale di sodio nel sangue… ma va bene anche il sale nero di Cipro o quello affumicato) e con una salsa preparata con olio extra vergine d oliva, succo di arancia e poco succo di lime. Ho infine macinato pepe nero fresco, unito qualche briciola di pane casareccio precedentemente passato in forno con olio e basilico fino a farlo tostare leggermente e poi sbriciolato.

Ho lasciato amalgamare il tempo necessario per preparare velocemente una salsa su cui appoggiare il manicaretto: ho tritato al minipimer il sedano, una fettina sottile di zenzero e la mela sbucciata e privata del torsolo. Ho aggiunto un po’ di olio evo e mezzo bicchierino di vodka. Usando un coppa pasta ho dunque formato la tartare di gamberi e adagiata nel piatto sopra la salsa. Ho infine unito poche zeste di limone e arancia ed ecco fatto. Leccornia pronta.

Ho ricevuto doppia razione di baci per questa cover oriunda che, a dover credere al sospiro dell’amata, ha superato anche se di poco la ricetta di Sirmione.

COSA BERE

A Sirmione ho scelto un vino locale, un Lugana (Provenza), vino esaltato da Caio Valerio Catullo e molto amato dai Re Longobardi ed Ostrogoti tanto che Re Teodato lo definì vino reale. Non avrei potuto scegliere miglior vino, quella sera. A casa però, ho voluto riverire la cover con un vino che mi aspettava da tempo, l’ Offida Pecorino DOC, Cantina Moncaro Terre Cortesi. Che dirvi? 100% Pecorino, da una ripetuta vendemmia a mano e vinificazione in purezza delle uve con criomacerazione del mosto sulle bucce. E va beh, si dirà… Io dirò solo che con questo distillato di sorsi celesti ho degustato la tartare come fossi Vitige immaginando che nelle sue scorribande avesse amato anche questo, di vino. Nicoletta nelle vesti di Matasunta mi porgeva il calice e allontanava i cattivi pensieri…

 

Flavio Pedrotti Moser
 
La mia Rubrica è : ” Odissea nelle Spezie ” !
 
Siamo tutti diventati navigatori nello spazio culinario, alla ricerca di ricette  per languori sempre più esigenti.Io ne ho provate di ricette, fusioni che molti cuochi non potrebbero immaginare, cibi e vini da convivio in fiamme al largo dei bastioni di Origano e ho visto microonde balenare nel buio vicino alle porte della cantina. Ecco dunque proporvi ricette trovate nelle sinuosità più oscure della esperienza enogastronomica…

 

About the author

user

Add Comment

Click here to post a comment

Categorie Notizie