Cultura

Arricchirsi leggendo

i libri fanno girare la testa

I cento libri che rendono più ricca la nostra vita di Piero Dorfles

– Leggere ha ancora un senso? Cosa può insegnarci e come può cambiarci la vita?

 In questo libro Piero Dorfles ci accompagna in un viaggio nel magico mondo della letteratura attraverso i cento capolavori che meglio rappresentano il nostro immaginario letterario condiviso e ineludibile, e traccia un itinerario che appassionerà quanti si rivolgono ai libri per studiare, insegnare e cercare di capire meglio il mondo. Raccontandoci di utopie, di desideri, di mondi fantastici e di avventure emozionanti, ci fa rivivere la lettura come un’avventura dello spirito, un’esperienza della vita e un passaggio di maturazione.

Con la consapevolezza costante che più libri si hanno in comune, più grande è il sistema di riferimenti, di esperienza e di sapere condiviso che ci permette di vivere in armonia con gli altri.

Da “1984” di Orwell a “Se questo è un uomo” di Levi, dal “Conte di Montecristo di Dumas” a “Delitto e castigo” di Dostoevskij, la lettura diventa così un’esperienza in grado di arricchire le nostre vite attraverso ponti di emozioni e saperi condivisi, capace di avvicinarci al prossimo e di renderci sensibili al mondo e al destino dell’uomo.

La carica dei centouno di Piero Dorfles somiglia per certi versi a quella di Crudelia Demon: come quella, infatti, è composta unicamente da esemplari di razza, e seppure non ci siano macchie pezzate su candidi manti di dalmata, anche qui è tutto messo nero su bianco. Ma perché “centouno“, direte voi, se fin dalla copertina si fa cifra tonda con “cento libri”?

È lo stesso Dorfles, a spiegarlo nell’introduzione al libro: oltre ai romanzi, c’è un racconto, che gli è particolarmente caro e che completa il florilegio. Un racconto, va detto, dalla densità superiore a quella di molti romanzi; ma non ne sveleremo titolo o autore, per lasciare ai lettori il piacere di cimentarsi in un gioco simile al “trova l’intruso” della Settimana enigmistica.

E il gioco, nella sua accezione di esercizio di curiosità e leggerezza, può ben rappresentare un punto di partenza per esplorare questo breviario, sentimentale e ragionato, di letture: passando fra le categorie che l’autore stesso ha definite, e cercando di ascrivere all’una o all’altra i propri personalissimi, privati e imprescindibili classici. “Classici” – intendiamoci – secondo la lezione calviniana, e cioè quei “libri che non hanno mai finito quel che hanno da dire”.

E dunque eccoci passare in rassegna romanzi storici, d’avventura, sociali, d’amore, di formazione, per scoprire che ciascuno di questi classici è tale anche per la capacità che ha mostrato di interpretare sentimenti e temi in ciascuna delle epoche che ha attraversato.

Da Dostoevskij a Orwell, da Stevenson a Melville, passando per Dickens e Primo Levi, i capitoli di questo “livre de chevet” si possono leggere nell’ordine in cui si succedono nel libro, oppure compulsandoli alla rinfusa e godendo dell’intelligenza del caso, che spesso regala momenti illuminanti.

Come quando, aprendo una pagina a caso, ci s’imbatte in frasi come: “coloro che hanno letto quel racconto sono tanti, milioni, non si conoscono tra di loro, molti non si incontreranno mai. Eppure, il fatto di aver letto quel racconto li rende una comunità […] per il solo fatto di avere in comune il ricordo di quella lettura“.

Piero Dorfles ha composto un intelligente portolano per orientarsi fra i libri che “bisogna aver letto”, solo per farci approdare un po’ più in là del punto dal quale siamo partiti, forti di una nuova consapevolezza: quella, cioè, che gli unici libri che bisogna leggere sono quelli che arricchiscono la nostra vita. – Ibs

 

Notizie dall’interno di Paul Auster (Einaudi)

– «In principio tutto era vivo. Anche i piú piccoli oggetti erano dotati di un cuore pulsante, e perfino le nuvole avevano un nome».

Ricorda quel tempo all’inizio del tempo: quando tutto risplendeva nella luce della prima volta. Quando eri bambino. Il momento aurorale in cui vennero tracciati i confini tra il «mondo fuori», quello delle cose, degli altri esseri umani, delle esperienze – la luna, i cartoni animati, il baseball, la mamma – e quello interiore, della coscienza, dei pensieri, delle delusioni, della felicità.

E adesso che sei entrato «nell’inverno della vita» ripensa a quei confini, disegnali in una mappa che possa aiutare il lettore, quello anziano come il piú giovane, a orientarsi.

Notizie dall’interno è proprio questo: il racconto dell’infanzia di Paul Auster, la storia di questo piccolo «apprendista d’uomo» nell’America degli anni Cinquanta e di come quelle esperienze, quegli incontri, hanno plasmato il mondo interiore del futuro autore della Trilogia di New York.

Ma se la formazione della coscienza è la posta in gioco di ogni vita – perché è lí che vivono il dolore, l’amore, la felicità – per lo scrittore l’indagine di quel territorio è ciò che dà senso al proprio lavoro.

Per questo Auster non si limita all’infanzia ma nelle quattro parti che compongono Notizie dall’interno affronta altri momenti decisivi in cui la vita (nei suoi modi a volte sfuggenti, altre volte traumaticamente sfacciati) ci plasma.

Nel caso di Paul Auster può essere il ritrovamento di un carteggio intimo e sofferto con la prima moglie, rivivere i difficili anni di apprendistato a Parigi o anche la visione di un banale film di fantascienza. Ma tutto, lettere, trame di film, racconti fulminanti, compongono un’unica storia che, nel momento in cui ci permette di affacciarci sul mondo privato di un artista, ha la potenza di un reportage dal mondo interiore di ognuno di noi.

Con questo libro Paul Auster ha scritto un «Atlante illustrato delle felicità prime».

Mettendo se stesso sotto la lente – deformante eppure sincera – della memoria si conferma come uno dei piú coraggiosi esploratori di quel territorio interiore in cui abitano la gioia e il dolore, la solitudine e l’amore.

Notizie dall’interno è un’autobiografia di tutti, universale anche quando (soprattutto quando) è dolorosamente intima-

 

Margherita Ruglioni

Suggestioni letterarie e non solo… ” Un titolo per il dopocena? Una poesia che ti graffia l’anima? Una lettura leggera, un saggio, un fumetto. Le frasi di un altro, che ti appartengono come fossero state dettate dal tuo pensiero. Leggere è viaggiare, è incontrare, è non essere mai solo. Leggere è vita. Nella rubrica ti darò solo qualche suggerimento… sta a te poi scegliere e scoprire gli intrecci.

Chi sono?

Tosco-Veneta, lavoro nella casa dei libri. Abito in una casa stropicciata, tra carte, parole e colori.
Creativa e spontanea, organizzo eventi culturali in biblioteca a Mestre, sono anche pubblicista e mi occupo di comunicazione. Leggo, scrivo, viaggio, amo. Adoro il buon cibo, il mare, la luce.
Quando posso sorrido. Penso, sì, penso molto!

 

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