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Natura e letteratura

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Diceva Nabokov, «la scrittura e la caccia alle farfalle sono i piaceri piú intensi che un uomo possa conoscere».

Pietre, piume e insetti. L’arte di raccontare la natura di Matteo Sturani (Einaudi)

Si usa dire: la prima generazione costruisce, la seconda mantiene, la terza distrugge.

Ma per i naturalisti a quanto pare la storia è diversa: la prima scopre, la seconda studia, la terza (quella a cui appartiene il curatore di questo libro) divulga.

Matteo Sturani è infatti un naturalista di terza generazione, e insegna scienze in un liceo di Torino. Saper leggere la natura può salvare la vita. È quello che capita agli escursionisti colti dalle intemperie durante un’ascensione al monte Ventoux.

O al capitano Arsen’ev, che ben due volte, nella taiga siberiana, deve ringraziare la guida preziosa del cacciatore Dersu Uzala.

Ma questo non è un manuale di allenamento dello sguardo, o non solo.È un libro di avventure, esplorazioni, scoperte, col fango sotto le suole, seguendo le picchiate del falco e le fughe impazzite delle sue prede.

Ci troverete la descrizione del Bufo bufo, il microcosmo racchiuso nella buccia d’arancia di Ponge, le sfide a colpi di maggiolini dei bambini di Meneghello. E poi ancora Primo Levi, Franzen, Neruda, Gadda, Jünger… Grandi scrittori e grandi naturalisti, perché scienza e poesia si esprimono nella stessa lingua.Come diceva Nabokov, «la scrittura e la caccia alle farfalle sono i piaceri piú intensi che un uomo possa conoscere».

Osservare la natura è un’arte? Forse sí. Di certo richiede tempo, e molta dedizione. Occorre una guida esperta che ci permetta di distinguere alberi, rocce e animali, ma soprattutto che ci racconti le loro storie: dalla caccia a insetti rari che sembrano gemme volanti all’incontro inatteso con un geco sul muro di casa, dalle spese e imprese folli degli appassionati di farfalle alle tragicomiche disavventure dei piú grandi naturalisti.

Vladimir Nabokov scrive: «Ho scoperto in natura i piaceri non utilitaristici che cercavo nell’arte. Erano entrambe una forma di magia, entrambe un gioco intricato di sortilegio e illusione».

E la scoperta della natura come gioco è proprio uno dei fili che legano i testi di quest’antologia.L’esplorazione temeraria e trasgressiva sperimentata da bambino – catturare pericolosissimi ranci felloni, dissezionare la carcassa di una tartaruga di mare in veranda – contribuisce alla costruzione di una geografia interiore fatta di sentieri, luoghi preferiti e segreti: degli erbosi o boscosi «paesi delle meraviglie». E quando la scoperta della natura è fatta cosí precocemente, essa può arrivare a connotarsi come un vero e proprio innamoramento.

Piero Calamandrei narra che i suoi erbari, frutto di emozionanti raccolte adolescenziali, sono conservati in fondo a un armadio insieme alle lettere d’amore, quelle che non siaprono piú. Con una sostanziale differenza: se gli amori giovanili e i baci rubati non torneranno, la natura ha la capacità forse unica di restituire per tutta la vita lo sguardo curioso e incantato della prima volta.

Matteo Sturani ha raccolto alcune tra le piú belle pagine della letteratura mondiale in cui scienza e poesia parlano la stessa lingua.Un originale percorso che è anche un apprendistato, dove a fare da guida sono scrittori come Calvino, Hemingway, Jünger, poeti come Sbarbaro, esploratori come Macfarlane e naturalisti come Durrell e Wilson.

Un’esperienza di lettura unica che unisce sapere scientifico e sapere umanistico, rigore e divertimento, racconto e fascinazione, lasciando il lettore pieno di sincera, rinnovata meraviglia.

L’uomo, i libri e altri animali. Dialogo tra un etologo e un letterato di Remo Ceserani e Danilo Mainardi ( Il mulino)

“Una belva non può mai essere crudele come un uomo, così raffinatamente, così artisticamente crudele. La tigre addenta, sbrana, e non sa fare altro.Non le verrebbe mai in testa di inchiodare gli uomini per gli orecchi e di tenerceli tutta la notte, anche se lo potesse fare” (F. Dostoevskij)

Due compagni di scuola – gli autori – si ritrovano dopo molti anni e cominciano a raccontarsi.

Divenuti nel frattempo due noti studiosi l’uno di animali, l’altro di letteratura scoprono subito con divertita curiosità il piacere di divagare in libertà sui rispettivi interessi, per trovarvi analogie e differenze ma anche uno stesso sentire.

Ne nasce un dialogo vivace e appassionato, che tocca temi assai diversi, tutti però ricondotti al comune denominatore del confronto fra mondo animale, mondo dell’uomo e universo letterario. Vi si parla di metamorfosi e travestimenti (da Ovidio agli occhi sulle ali delle farfalle); di delfini che si chiamano per nome e dell’origine del linguaggio umano; dei baci delle scimmie, dei colombi e di mille personaggi romanzeschi; dei sogni di cani e gatti, ma anche di quelli di Calvino e Jack London; di tanti altri comportamenti che accomunano l’uomo agli altri animali e che trovano riflesso nella letteratura di ogni tempo.

Zoo a due di Marino Magliani e Giacomo Sartori

Sedici racconti popolati da animali che raziocinano e provano emozioni: uno zoo di sfide quotidiane, paure, speranze, sguardi diversi sul mondo.

Due novelle di Marino Magliani raccontano la storia di due cani, padre e figlio. Il primo, “portato a perdere” dalla costa ligure sulle colline dell’entroterra, tenterà di tornare dal padrone, ma sarà attratto dal mare e imboccherà il molo. Il secondo, concepito proprio da quelle parti, risalirà alle stesse colline, come destinato a ripercorrere in altro modo il cammino del padre.In parallelo, quattordici racconti di Giacomo Sartori danno voce ad altrettanti monologhi improbabili: si va da un orso polare freddoloso a un enigmatico halobacterium; da un bruco che non vuol credere alla propria metamorfosi a un canarino che in gabbia si sente al riparo; da una formica che detesta il socialismo a un unicorno che abita nelle pagine di un libro…

Da una intervista fatta agli autori (di Massimo Maugeri)

-Una curiosità: che rapporto avete con gli animali? Avete animali domestici?(Marino Magliani)

– Sono figlio di contadini, uscivo sotto il portico e trovavo una riga di porte. Non ci viveva gente, erano stalle, tutte, il bue, la mula, l’asino, le capre, i conigli. Li guardavo dalle fessure delle porte. In casa, tolto un gatto, non avevamo animali domestici. Neanche ora. Forse mi manca quel cogliere quotidianamente e continuamente il segreto e il mistero dello sguardo animale. Vivo in uno strano posto, sul Mare del Nord, dove fortunatamente l’animale è rispettato e all’occorrenza curato, ma purtroppo dove si pensa agli animali come categoria, come se ce ne fossero di serie a e di serie b. Si chiama l’ambulanza per un piccione ferito, cosa peraltro alta, umana, e poi al porto si passa indifferenti davanti a un cartone di aringhe abbracciate nel morso che si scongelano, abbandonate sulla panchina e circondate dai gabbiani.Morte inutilmente. E’ questa ingiustizia, questa cosa della vita, che da sempre mi ha esiliato e suggerito di starmene da parte, è questo essere animali o bestie.(Giacomo Sartori)

– Purtroppo non ho animali, perché la mia esistenza non me lo permette: mi sposto continuamente tra due luoghi diversi, non ho modo e i mezzi per portarmi appresso uno zoo anche piccolo. Del resto ho abbastanza difficoltà a nutrire e a portare fuori a prendere aria me stesso, dubito che potrei occuparmi anche di qualcun altro. Ma ho passato l’infanzia con gli animali, e li stimo e amo.Ogni tanto riesco a farmene prestare uno, o anche lo prendo senza dire nulla a nessuno, e sono felice. Amo per esempio di un amore violento e inquieto la gatta pazzerella dei miei vicini di uno dei due luoghi in questione. Ma sono momenti fugaci.

Margherita Ruglioni

Suggestioni letterarie e non solo… ” Un titolo per il dopocena? Una poesia che ti graffia l’anima? Una lettura leggera, un saggio, un fumetto. Le frasi di un altro, che ti appartengono come fossero state dettate dal tuo pensiero. Leggere è viaggiare, è incontrare, è non essere mai solo. Leggere è vita. Nella rubrica ti darò solo qualche suggerimento… sta a te poi scegliere e scoprire gli intrecci.

Chi sono?

Tosco-Veneta, lavoro nella casa dei libri. Abito in una casa stropicciata, tra carte, parole e colori.
Creativa e spontanea, organizzo eventi culturali in biblioteca a Mestre, sono anche pubblicista e mi occupo di comunicazione. Leggo, scrivo, viaggio, amo. Adoro il buon cibo, il mare, la luce.
Quando posso sorrido. Penso, sì, penso molto!

margherita.ruglioni@gmail.com

 

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