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Fiera e Zogo de l’Oca

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Il 14 e 15 Novembre 2015 non mancate alla tradizionale “Fiera de l’Oca” in centro a Mirano (VE).

Era l’anno 1982 quando Sandro Zara pubblicò l’opera di Carlo Preti il “Zogo de l’Oca de Miran“. Nella ricerca del materiale per costruire il gioco, riscoprì il vecchio detto: Chi no magna l’oca a san martin nol fa el beco de un quatrin. Breve indagine e si scopre che era consuetudine, a Mirano, festeggiare la chiusura dell’anno agrario, l’11 novembre, giorno di San Martino, mangiando l’oca. Tradizione, tra l’altro, ancora viva tra le vecchie famiglie del centro storico.
(La tradizione dice: San Martino, oca, castagne e vino, e il rito vuole l’oca sulla tavola sia perché in quel periodo essa è invitante e succulenta, è il momento in cui la sua carne si è fatta così grassa e morbida da sciogliersi in bocca, sia perché a Mirano i proprietari terrieri che allora erano quasi tutti ebrei, non potevano mangiare maiale).

Ma perché non ripristinare e ufficializzare questa tradizione?
Detto fatto, nasce la “Compagnia de l’Oca” con lo scopo di divulgare e far rivivere la Festa di San Martino mangiando l’oca.
Da allora l’11 novembre con una cena ad invito la Compagnia organizza la grande Cena dell’Oca la quale ha tutta una sua ritualità, un tema ben definito e un menù tutto a base d’oca.
In breve tempo questa “voglia di oca” coinvolge l’intero paese e siccome tutti non possono partecipare alla cena ufficiale, la domanda viene rivolta ad altri ristoranti che fanno a gara nel proporre il proprio pranzo d’oca. Molti altri si organizzano a gruppi nelle case e nasce, di conseguenza, la ricerca di tovaglie, canovacci, grembiuli, segnaposto e ogni altro oggetto che porti l’immagine o riproduca l’oca. Perfino il tradizionale dolce di pasta frolla il San Martino si trasforma in un’oca dolce e friabile.

Così Mirano, in poco tempo, diviene il “Paese dell’Oca”.

Son diventate ormai famose, tra i gastronomi, queste cene sempre completamente e rigorosamente a base d’oca. La “voglia d’oca”, ha coinvolto tutti i miranesi e ormai anche molti “foresti”, che affollano i ristoranti della zona che propongono l’oca per tutta la settimana di S. Martino.

Nel 1998 Roberto Gallorini, Presidente della Pro Loco di Mirano, ideò il grande “ZOGO DE L’OCA IN PIAZZA”, riportando il gioco di Carlo Preti su 63 grandi tavole (di 2 metri per 2), rialzate 80 cm. da terra, che disposte attorno all’ovale della piazza formano una grande passerella colorata di circa 130 metri.

La manifestazione è stata ambientata alla fine del secolo scorso, un po’ per rifuggire dal consueto richiamo medievale, ma soprattutto per riscoprire il sapore genuino, la semplice quotidianità di un periodo non così lontano, ma già dimenticato. Il proposito è quello di ricostruire una festa di un paese di campagna all’inizio del ‘900 con i costumi e la scenografia relativi.

Attorno all’ovale costituito dalle caselle, vengono innalzate ampie tribune su i quattro lati della Piazza formando così un anfiteatro. A questo si accede attraverso tre grandi portoni simili ai frontespizi delle giostre di una volta.

Le case prospicenti la Piazza e le viuzze circostanti e le tribune stesse vengono addobbate con bandiere e stendardi, insegne e cartelloni del tempo passato. Vi è il recinto con gli animale da cortile, la vecchia osteria, il gioco delle bocce, il fotografo d’epoca.

I partecipanti al gioco, gli organizzatori, moltissimi paesani, hanno ritrovato in soffitte o cantine i vecchi abiti dei nonni. Altri se li son fatti fare. Abiti da contadini, da notai e signorotti, da militari, da signore con ombrellino e cappellino. Son saltati fuori carrettini, vecchie biciclette, carrozzine, carriole, cerchi e trottole.

Artisti di strada, il teatrino delle marionette, saltimbanchi e “trampolieri”, suonatori, il mangiafuoco percorrono le viuzze e la piazza allietando ed intrattenendo il pubblico mentre la banda di Mirano, con le vecchie divise di fine ‘800, suona musiche d’epoca. Ma su tutti si ergono imponenti delle gigantesche oche bianche di legno che sembrano uscire da sotto i portici e sopravanzare i visitatori.

Nasce così LA FIERA DE L’OCA che ha come momento clou il ZOGO DE L’OCA.

Uno spettacolo nello spettacolo è l’Ocaria, il mercato vero e proprio. Descriverlo è facile: provate a immaginare qualsiasi oggetto vi venga in mente, affiancatelo all’oca e… il “zogo” è fatto! Sui banchi di questo particolarissimo mercato, infatti, si può trovare veramente di tutto, come nella tradizione dei vecchi mercati paesani. E come nei vecchi mercati si passa di banco in banco, si tocca, si valuta, si compra, alla ricerca di cose semplici ma utili per la vita di tutti i giorni: dai canovacci ai grembiuli, dalle tovaglie ai piatti, dai bicchieri alle tazze, dalle magliette ai cappellini, dai manifesti alle cartoline. Tutto, naturalmente, marcato con l’effige del simpatico pennuto.

Ovviamente, passeggiando di qua e di là è inevitabile prima o poi avvertire un certo languorino. D’altronde chi può resistere davanti alle leccornie offerte dai banchi gastronomici di patrie dell’oca come Mortara, Palmanova e, come si diceva poco fa, Sarlat? Dallo spek al prosciutto, dalle salsicce al foie gras, dal salame ai ciccioli al patè, lingua e palato si toglieranno le loro belle soddisfazioni. E se proprio non sapete resistere all’appetito, allora è davvero d’obbligo una tappa all’Osteria dell’Oca, luogo perfetto non solo per assaggiare qualche prelibatezza a base d’oca, ma anche incontrare vecchi e nuovi amici, scambiare due chiacchiere e brindare con un bicchiere di buon vino.

Per maggiori informazioni e il programma completo: www.giocodelloca.it

Le manifestazioni potrebbero subire cambiamenti, pertanto vi consigliamo di verificare l’evento contattando direttamente gli enti organizzatori.
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