Curiosità

Benvenuti, è Carnevale !!!

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Anche quest’anno dopo un’attesa interminabile il Carnevale di Venezia sta per ricominciare con i suoi giorni di feste, magie e follie …

Mi ricordo ancora quando a dodici anni venni la per la prima volta in laguna ad assistere a questo evento, ero affascinata da tutto ciò che mi circondava ed invidiavo ogni persona abbigliata in modo abbastanza particolare da cogliere l’attenzione di un obbiettivo fotografico.

Decisi così, che l’anno successivo avrei fatto parte di quei personaggi che tanto richiamano turisti da tutto il mondo. Per farlo dovetti imparare a conoscere quell’universo, e vorrei farlo conoscere anche a voi!

Non tutto quello che succede è fruibile dagli occhi del visitatore: ci sono le maschere facili da scovare, i loro abiti non sono sempre molto elaborati, quello che ‘fa il monaco ’ è la maschera, il mistero che si cela nel buoi dei loro occhi,l’assenza di mimica facciale: questo dona l’effetto mistero che cattura grandi e piccini.

Ci sono poi “i costumi” ( o abiti) che invece tendono a sfuggire all’occhio di coloro che sono “in borghese”, li si può trovare in Piazza mentre affollano i caffè storici, che fanno finta di non volere essere fotografati quando invece scelgono di andare a sedersi ai tavoli più vicini alle vetrine, che si arrabbiano quando escono a fumare in mezzo alla calca e le persone gli chiedono di mettersi in atteggiamenti consoni, perché ci pensano dipendenti del comune … In realtà sono sempre alla ricerca di qualcuno con un obbiettivo per catturarli nei ricorsi!

Le persone che indossano costumi sono spesso persone che vivono per questo magico momento; che passano anche un anno intero per costruire un nuovo capolavoro, una nuova identità, curando dalla biancheria alla scarpa, dal bracciale alla parrucca. Spesso sono a volto scoperto, indossano abiti d’epoca-qualcuno ha la fortuna di avere gli originali- con acconciature, gioielli e calzature studiate apposta e, ci sono persone che viaggiano da un continente all’altro per venire nelle migliori atelier di Venezia a provare l’abito che metteranno per modificare ogni elemento che li rende meno splendenti e meno surreali di quello che loro desiderano! E’ un universo parallelo, dove si vive con una calma ed una lentezza non comuni: gli abiti con i loro tempi di preparazione ci portano a vivere tutto più lentamente,a volte ci vogliono due tre ore di preparazione per uscire di casa, e si deve anche patire il freddo, le stecche del bustino che entrano nella carne o il cappello di cinque chili che ti schiaccia le vertebre… Ma tutte queste fatiche sono ricompensate dal piacere di varcare la soglia di casa e camminare così, in una città dove tutto è rimasto immutato, dove è facile con la mente abbigliare tutti coloro che ci circondano secondo il momento storico che preferiamo ed arrivare in un caffè o un palazzo dove chi ci accoglie è come te, trasportato in un altro mondo.

Quando una persona viene per la prima volta a carnevale si aspetta un fiume di maschere e gente travestita, pur troppo non è così, la gente sta perdendo il gusto del travestimento per paura di apparire ridicola , mentre è proprio ora che si può permettere eccessi che di solito non sarebbero concessi, ci si può svegliare quello che non si è senza obbligo di svelarsi e si è per un attimo della nostra vita su di un gran palcoscenico.

di Vanessa Brusca

isottabianchemani@yahoo.it

Vanessa Busca

Studentessa di beni culturali ed appassionata di moda ho iniziato come rievocatrice storica quando avevo poco più di 10 anni,organizzando spettacoli culturali ed insegnando ai bambini un altro modo di conoscere il nostro passato millenario.
Quando conobbi Venezia ed il suo carnevale lasciai la mia terra natia per inseguire il sogno: far rivivere in qualche modo lo splendore della Serenissima.

 

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