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Fratelli

Aggiornato_di_recente97

” Fratelli ” di Maurizio Cortese .

Racconto .

Mi chiamo Francesco Luise e vi voglio raccontare una storia.
E’ la storia di due fratelli con i quali sono cresciuto assieme,o quasi.Marco era il più grande e mio coetaneo,Pietro era più giovane di quattro anni.
Sono sempre stato amico fin da bambino di Marco.Pietro era più piccolo,ma quando capitava,lo facevamo giocare con noi.
Fin da piccolo Pietro si dimostrò di essere un discolo,era dispettoso e capriccioso,però,a volte faceva tenerezza con quel suo bel visetto sempre imbronciato,perché capitava che se la prendessero con lui anche quando non c’entrava.
Noi lo chiamavamo Gian Burrasca a quei tempi,riferendoci al famoso personaggio,perchè ne combinava di tutti i colori,a volte lo faceva apposta,ma altre volte ne combinava solo per la sua sbadataggine.
Mi raccontarono che alle elementari mise due rospi belli grossi nel cassetto della cattedra della maestra.Potete immaginare l’urlo che lanciò l’insegnante quando aprì quel cassetto.Un’altra volta,sempre a scuola,stava giocando a pallone con i suoi compagni quando tirò una pallonata più forte delle altre e mandò in frantumi i vetri di una finestra.Fortunatamente nessuno si fece male,perché i bambini erano tutti in ricreazione,ma fu punito con tre giorni di sospensione.
Questo era il suo carattere.
Marco,invece,è sempre stato un bambino tranquillo e anche da grande il suo carattere non cambiò mai.Alle volte era un po’ fastidioso con la sua meticolosità,ma era comunque sempre disponibile ad aiutare chiunque.
Passavano gli anni e crescemmo insieme come dicevo prima.Abitavamo nella stessa via,a pochi metri di distanza.A volte ci trovavamo per farci qualche partita di pallone con gli altri amici che abitavano nella nostra strada.Spesso giocavamo in strada,prendendoci le ramanzine dei vicini perché facevamo una gran confusione continuamente.
Quando avevo 21 anni(come Marco)i miei amici rimasero orfani.
I loro genitori morirono in un tragico incidente:un auto che veniva in senso contrario azzardò un sorpasso e centrò in pieno l’utilitaria che guidava il loro padre.Morirono sul colpo come l’automobilista che li centrò.
Da quel momento i rapporti tra Marco e Pietro si incrinarono.
Pietro diede la colpa a Marco della morte dei genitori,perché aveva insistito lui,quella sera,che andassero a ballare.Litigarono parecchio e Pietro decise di lasciare la loro casa.

Passarono gli anni,Marco andò all’università e si laureò con il massimo dei voti in ingegneria,Pietro cominciò a frequentare gente poco raccomandabile e cominciò a bere.
Ormai Pietro viveva da sbandato,Marco si sposò ed ebbe due bambini,un maschio e una femmina,la sua vita andava bene,aveva un ottimo impiego.
Una volta incontrai Pietro e non potei fare a meno di domandargli come stesse.
«Come vuoi che stia»Mi rispose.
«Quello stronzo di mio fratello non si fa più vedere»
«Beh,neanche tu mi sembra che stia facendo una bella figura»gli risposi.
«E’ stata tutta colpa sua»disse.
«Dai Pietro,tuo fratello è stato sconvolto come lo sei stato tu»Ribattei.
«Se lui non insisteva che andassero a ballare,non sarebbe mai successo!»gridò.
«Pietro,non puoi andare avanti a condannare tuo fratello,è stata una fatalità»
«Non me ne frega niente.Adesso lui vive bene,guadagna bene e non si ricorda più di suo fratello.Sarò anche un balordo,ma lui è uno stronzo»
«Perché sei un balordo?»gli chiesi.
«Non vedi come sono ridotto.Non ho un soldo,tiro avanti facendo qualche lavoro di qua e di là.Ti sembra vita questa?»
Non seppi cosa rispondere.Lo salutai e gli feci gli auguri di trovare un lavoro.
Passò altro tempo,ogni tanto vedevo Marco,ma lui era sempre più impegnato con il lavoro(anche troppo,secondo me).
Poi venne quel giorno di Natale che non scorderò facilmente.
Marco mi invitò a casa sua per il pranzo,io accettai volentieri.Non sono sposato e con il mio lavoro sono sempre in giro(Sono un giornalista)e quella volta mi fece piacere a stare con il mio amico di infanzia.
Il pranzo andava bene.C’erano un paio di colleghi di Marco(ingegneri anche loro)con le loro famiglie.Il mio amico si stava facendo valere come padrone di casa e sua moglie aveva fatto un’ottima figura come cuoca.
Improvvisamente suonò il campanello.Era Pietro.
Quando Marco andò ad aprire,si trovò davanti suo fratello.
Si vedeva che aveva bevuto troppo perché barcollava.Era in compagnia di una ragazza con il trucco vistoso,una minigonna vertiginosa e,secondo me,anche lei aveva bevuto parecchio.
Pietro aveva due pacchetti in mano.
Marco li fece entrare e poi disse a suo fratello:
«Cosa sei venuto a fare qui,in quelle condizioni?»
«Sono venuto a portare i regali ai miei nipoti»Rispose Pietro,inciampando con la lingua.
«Ma non vedi come sei ridotto?Ma vattene a casa»disse Marco.
«Io voglio fare un regalo ai miei nipoti,non posso?»
«Va bene,lascia i regali e vattene»esclamò Marco.
«Vuoi che me ne vada eh?Ti vergogni di tuo fratello?»
«Pietro,vai a casa,sei ubriaco»Disse Marco in tono più calmo.
Io mi alzai,avevo paura che la cosa degenerasse,e mi avvicinai.
«Ti vergogni di tuo fratello eh?»Ripetè Pietro
«No,voglio che tu vada a casa a farti una dormita.Quando ti sarà passata la sbronza puoi tornare a portare i regali»disse in tono conciliante Marco
«Io i regali li voglio dare adesso ai miei nipotini»
«Pietro vattene»disse Marco.Notai che stava alterandosi.
«Vuoi che me ne vada?Allora tieni!»Lanciò i pacchetti contro l’albero di Natale che per la forza del tiro barcollò e poi cadde.
Luisa,la moglie di Marco,lanciò un grido,gli altri ospiti si alzarono,io afferrai Marco che stava tirando un pugno a suo fratello.
Pietro si girò verso la ragazza che era con lui e le disse:
«Andiamocene,qui è tutta gente per bene che si vergogna di noi!»
Trattenni ancora Marco che si stava avventando su suo fratello.riuscii ad allontanarlo mentre Pietro si dirigeva verso la porta.Uscì sbattendola talmente forte che fece tremare le finestre.
Marco scoppiò a piangere e così sua moglie.Gli altri ospiti cercavano di confortarli e io uscii per parlare con Pietro.
Feci di corsa le scale,ma quando uscii dal portone vidi l’ auto di Pietro che partiva sgommando.
Da quel giorno non si videro più per un pezzo.

Passò del tempo.Seppi che Pietro fu arrestato per ubriachezza molesta e per continue risse.Beveva,forse pensando di cancellare i suoi problemi,che invece si accavallavano!
Marco continuò a fare carriera,ormai era un big nel suo ambiente.
Un giorno Marco mi chiamò al telefono.Era passato più di un anno da quel pranzo di Natale.
Ero in redazione e stavo buttando giù un articolo su un caso di truffa.
«Francesco,mio fratello è nei guai»Mi disse con voce agitata.
«Beh,ormai è da un po’»risposi io.
«No Francesco,non parlo di quello,sta male»mi disse Marco.
«Cosa è successo?»
«Mi ha chiamato e ha detto che ha bisogno di me!Posso venire a prenderti,così andiamo assieme?»
«Va bene»Risposi.
Arrivammo all’ospedale in cui era ricoverato e ci raccontò il suo problema.
Aveva bisogno di un rene nuovo,era tempo che era in dialisi,ma ormai era allo stremo.
Vidi il suo volto sbiancato e sofferente e mi fece pena.
Marco volle parlare con il primario.
«Purtroppo suo fratello ha problemi alle reni»Gli disse il primario.
«Ha bisogno di un rene nuovo,altrimenti…»Troncò la frase.
«Dobbiamo trovare un donatore e abbiamo pensato a lei che è suo fratello.E’ una cosa che ormai si fa abbastanza spesso.Dobbiamo vedere se lei è compatibile con Pietro.»
Marco rimase immobile come una statua e poi disse:
«Ma siete sicuri che possa servire?»
«Facendo tutti i controlli si può vedere»Disse il medico.
Poi Marco rispose in una maniera che mi toccò profondamente.
«E se io non fossi disponibile?»
«Dovremo cercare un altro donatore,e non sarà facile»
«Non so se ne valga la pena»Disse Marco guardandomi.
A quel punto,mi intromisi nel discorso.
«Marco,è tuo fratello,come puoi parlare così?»
«Ne ha combinate di tutti i colori,e adesso dovrei aiutarlo?»
«Non essere cattivo,Marco.Tuo fratello ha sbagliato,ma è sempre tuo fratello!»Risposi
Marco si commosse,una lacrima gli scese lentamente e poi disse:
«E va bene,vediamo cosa si può fare»
Furono fatti gli esami,andarono più che bene,i due fratelli erano compatibili,si decise per il trapianto.
L’operazione andò benissimo e anche la temuta crisi di rigetto non si fece viva.
Dopo alcuni giorni dall’operazione andai in ospedale per vedere come stava Pietro.
«Come stai teppistello?»gli chiesi in modo scherzoso
«Benissimo,Francesco»mi rispose
«Ho promesso a mio fratello che d’ora in poi mi comporterò bene»
«Ne sono felice»Risposi

Da quel giorno Pietro mantenne la promessa.Non fece più il «matto»come dicevamo noi,conobbe una ragazza e io gli trovai un lavoro.
Ora sono davanti alla sua tomba.
Sì,Pietro è morto pochi giorni fa.
Dopo il trapianto smise di bere e si era fatta una vita nuova.
Pochi giorni fa entrò in un bar per bere un caffè.Due ubriachi si sono messi a litigare e lui si è messo in mezzo per fare da paciere.
Purtroppo uno degli ubriachi aveva un coltello e non esitò a colpire il povero Pietro.I soccorsi arrivarono,ma era troppo tardi.
Il giorno del funerale Marco mi disse una cosa che per me è difficile da dimenticare:
«Avevo perso mio fratello,ma adesso che lo avevo ritrovato,l’ho perso per sempre!»
Sono sicuro che,piano piano,Marco accetterà questa situazione.
Io ricordo Pietro pochi giorni prima della sua morte.
Lo incontrai e gli chiesi come stava.
«Benissimo»mi rispose.
«Adesso ho qualcosa di mio fratello nel mio corpo.Lui mi aiuterà a comportarmi bene»Disse ridendo!
Qui finisce la mia storia.Sono ancora davanti alla tomba di Pietro e sto pensando:
«Piccolo amico,spero che da adesso ti si ricordi per quel gesto altruista che hai fatto»
Gli ho messo un poche di margherite sulla tomba.Suo fratello è disperato e non riesce ancora a venire.
«Ciao Pietro!»

Cortese Maurizio

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