Letture

L’Anima gemella

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” Tra sogno e realtà … L’ Anima gemella ” di Ielpo Mariella .

Racconto .

L’anima gemella … la leggenda mitologica narrata da Platone nel Simposio, racconta la storia di come l’uomo all’inizio era un essere perfetto con due teste, quattro braccia quattro gambe ed avendo ambedue i sessi non doveva cercare un altro essere per riprodursi; diventato arrogante sfidò gli dei, i quali irritati scagliarono fulmini e divisero l’uomo in due creando un essere a metà con un unico sesso, due braccia e due gambe, in questo modo per riprodursi aveva bisogno di cercare la sua metà combaciante, appunto, l’anima gemella; da allora secondo la leggenda l’uomo passa la sua vita a cercare la parte di se che la completerebbe in tutto, di conseguenza per ognuno di noi esiste una sola persona che è destinata a stare con lei.  Quando si trova l’altra metà si ha l’impressione di essersi già incontrati, di conoscersi da sempre, come ritrovare una persona dopo tanto tempo, brividi e sensazioni forti ci prendono, incrociare il suo sguardo e come leggere se stessi in uno specchio, anche le parole non servono. Durante il mio cammino ho avuto il piacere di incontrare due persone che si erano ritrovate su questa terra e avevano avuto la gioia di potersi ricongiungere; pochi riescono nell’impresa, molti la sfiorano, altri continuano a camminare su vie parallele senza mai incontrarla … Un giorno d’estate, in un parco, vidi una coppia di novantenni tenersi per mano, la scena attrasse la mia attenzione perché erano così vicini, i loro sguardi, quella tenerezza che emanavano mi emozionò. Tutti i pomeriggi alla stessa ora loro erano lì, così un giorno decisi di avvicinarmi e parlare con loro; lui 92 anni lucidissimi, energico; lei 89 malata di alzheimer … dopo i primi approcci chiesi della loro storia e lui iniziò un racconto che mi lasciò sorpresa, si erano conosciuti in tempo di guerra, lui lavorava al genio civile lei era una professoressa di filosofia, un giorno lui si trovava dentro un ateneo per dei sopralluoghi e mentre percorreva un corridoio una voce riempi il silenzio, venne attratto da quel suono e seguì il suo istinto arrivando ad una porta aperta, sbirciò e vide una bellissima donna bionda con occhi azzurri, esile, delicata di carnagione che parlava di Lesbia, mentre incantato guardava quella creatura apparsa così all’improvviso:
–    Senta lei ha finito di guardare! Mi disturba la lezione prego se ne vada. –
Arrossì come un pomodoro, chinò  la testa e andò via. Ma quello era solo l’inizio, da allora ci furono altri tre incontri casuali e furono quelli che poi stabilirono la loro unione. La loro vita un film, sposati su di un treno da un prete, mentre erano sotto i bombardamenti nemici, hanno assistito alle retate dei tedeschi nei ghetti, al coprifuoco notturno che loro violavano per aiutare chi non aveva possibilità, alla liberazione di Roma, alla trasformazione tecnologica, culturale, erano due pezzi di storia, uniti da un amore senza confini, ma la cosa che mi strabiliava era la dolcezza di lui nei confronti di lei, la malattia la portava a non riconoscerlo lo chiamava in tutti i modi, papa, nonno, fratello, certe volte non lo riconosceva e lo allontanava, ma lui continuava a starle vicino, a vestirla come piaceva lei con cappellino e guanti, a leggergli poemi filosofici; alla domanda:
–     Rifarebbe la vita che ha fatto sapendo di non incontrarla? –
Lui mi rispose, nonostante lei non sia da ormai 20 anni lucida a causa della malattia:
–    Io rifarei tutto, ma con lei a fianco, perché mi creda era una donna fantastica, combattiva, energica, pronta ad aiutare gli altri e poi lei e lei la mia metà … –
Si voltò la guardò e le diede un bacio sulla guancia …

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