Scopriamo Venezia

Privati della privacy ?

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 \r\n\r\nUn ottantenne veneziano, albergatore, probabile seguace di Epicuro, muore a Milano per una crisi cardiaca.\r\n\r\n\r\n\r\nI fatti: aveva deciso in un famoso albergo meneghino di ospitare tre escort trentenni e di passare una serata trasgressiva anche a base di cocaina. Almeno cosi raccontano i giornali. Ha una crisi cardiaca e le tre escort non lo abbandonano. Avvisano il 112 e l’anziano signore viene ricoverato con codice verde in un ospedale milanese. Dopo 15 giorni entra in coma e muore. La sua morte, un po’ originale, finisce sulla cronaca di tutti i giornali. Seguendo la legge sulla privacy che ormai ha quasi vent’anni, alcuni periodici nazionali e locali raccontando l’accaduto, riportando le iniziali, gli anni della vittima e la sua origine veneziana. Fin qui tutto normale. Il giorno dopo un quotidiano veneziano cita nome e cognome della vittima e la sua morte boccaccesca. Ora il tema è materia dell’etica dei media. Cosa aggiunge all’informazione la citazione e l’individuazione dell’ottantenne? La legge sulla privacy è abbastanza chiara. Se una persona è pubblica, ovvero appartiene alla sfera dei vip, dei politici, dei soggetti che con la sfera pubblica hanno avuto denaro e notorietà, la citazione è d’obbligo. Il contrario puzzerebbe di scandalo coperto. Un esempio: scopro a Venezia Sofia Loren con un ventenne teneramente abbracciata. La fotografo come un normale paparazzo e i giornali pubblicano l’evento. Sofia Loren non può dire niente e protestare. Un po’ se l’é cercata, poteva stare più nascosta. È un personaggio pubblico. Quindi tutto a posto. Nella stessa Venezia fotografo a Rialto il ragionier Rossi con l’amante. Faccio la foto ma non è certamente pubblicabile. Il ragionier Rossi non è un personaggio pubblico. Quindi se querela giornali e fotografi per la pubblicazione ha perfettamente ragione. Questo è il confine del lecito e del non lecito. E il povero ottantenne albergatore veneziano a quale categoria appartiene? Ora mettiamoci nei panni della famiglia. Se sono il nipote di Sofia Loren non posso farci niente. Ma se sono un parente dell’albergatore veneziano credo di avere il diritto di arrabbiarmi. La cronaca non può avere il diritto di rovinare la vita e in questo caso la morte di un privato cittadino. La morbosità della notizia non può essere fine a se stessa. Chi ha divulgato con particolari la notizia? Non può essere l’hotel milanese a cinque stelle, perché la legge glielo vieta, non può assolutamente essere l’ospedale perché i regolamenti interni parlano chiaro. Non vogliamo fare i moralisti. Veneziaeventi annota, ma c’é qualcosa che non va. Le condoglianze alla famiglia veneziana, al funerale il prete dovrà fare i salti mortali e morali.\r\n\r\n \r\n

di Maurizio Crovato

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