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La nascita di Luna Rossa e le sfide

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” La nascita di Luna Rossa e le sfide ” di Giorgia Zatta .

Luna Rossa è stato il nome che ha accomunato sei barche di formula di stazza IACC (International America’s Cup Class) distinte dai numeri velici ITA 45, ITA 48, ITA 74, ITA 80, ITA 86 e ITA 94 costruite dal sindacato Prada Challenge for America’s Cup 2000 (poi divenuto Prada Challenge for America’s Cup 2003 e in seguito Luna Rossa Challenge 2007) creato e presieduto dall’imprenditore italiano Patrizio Bertelli.

La prima sfida

L’idea di Patrizio Bertelli di lanciare una sfida in America’s Cup nacque fra il 3 ed il 4 febbraio 1997 nello studio dell’architetto navale German Frérs a Milano. In breve tempo Bertelli assoldò gli altri uomini chiave del team: il progettista Doug Peterson, l’asso della vela Torben Grael, lo skipper Francesco De Angelis. Acquistò tre IACC: USA 28 Kanza, USA 43 Might Mary, e USA 23 America³ (leggi: America al cubo). Come base italiana del team fu scelta Punta Ala presso Castiglione della Pescaia, in Toscana, dove le condizioni del mare e del vento si avvicinavano di più a quelle del Golfo di Hauraki in Nuova Zelanda, teatro delle regate. Il 21 aprile 1997 il presidente dello Yacht Club Punta Ala, Bruno Calandriello, lanciò formalmente la sfida al Royal New Zealand Yacht Squadron detentore dell’America’s Cup. Gli allenamenti iniziarono il 4 luglio 1997. Dopo due anni di progettazione nella primavera del 1999 in un cantiere di Grosseto venne costruito il primo nuovo scafo ITA 45. Il varo avvenne a Punta Ala il 5 maggio 1999, madrina Miuccia Prada officiante il parroco di Punta Ala, Don Sandro Spinelli. Il nome scelto per ITA 45 (e per tutte le successive) fu Luna Rossa. La storia ufficiale racconta come il nome sia nato nella mente di Patrizio Bertelli dal sorgere di una grande luna piena e rossastra in una sera d’estate durante una cena trascorsa a parlare di barche sulle colline di Tirli vicino a Punta Ala. Miuccia Prada racconta come il nome Luna Rossa fosse perfetto da contrapporre a Black Magic, il defender (è colui che difende il trofeo). Il secondo scafo Luna Rossa ITA 48 fu varato poco dopo il primo con caratteristiche più adatte a condizioni di vento leggero e onda meno pronunciata, tipiche dell’estate piena nel golfo di Hauraki.
La partecipazione di Luna Rossa alle selezioni per l’America’s Cup 2000 inizia nel migliore dei modi, il team si afferma immediatamente come uno dei più forti. Prada Challenge entra in semifinale. Nel frattempo Luna Rossa si è già guadagnata un soprannome di tutto rispetto fra i neozelandesi: Silver Bullet, il proiettile d’argento, è la barca più veloce. Gli uomini del team chiamano più familiarmente ITA 45 il Peschereccio perché è sempre sporca e assorbe immani fatiche. Dopo diverse peripezie Luna Rossa chiude le semifinali seconda in classifica e accede alla finale con AmericaOne.
La finale della Louis Vuitton Cup  (9 regate) fra il 25 gennaio ed il 6 febbraio 2000 vede in sfida le barche scelte dai due team: ITA 45 e USA 61. La nona regata è quella decisiva: si svolge il 6 febbraio, Luna Rossa parte con un piccolo vantaggio che aumenta costantemente controllando in modo strettissimo l’avversario, la regata viene vinta con 49″. Per la seconda volta dopo il Moro di Venezia un team italiano vince la Louis Vuitton Cup e diviene lo sfidante ufficiale dell’America’s Cup. Per la prima volta uno skipper non anglosassone, Francesco de Angelis, entra nell’Olimpo della vela mondiale.

La seconda sfida

Le regate della 30esima America’s Cup si svolgono fra il 20 febbraio e il 2 marzo 2000. Il Team Prada, euforico per la grande affermazione d’esordio, affronta la prova con motivate speranze di successo. Sfortunatamente la velocità di Black Magic e complicazioni che intralciano il cammino fanno perdere le speranze. L’America’s Cup resta saldamente in Nuova Zelanda.
Nonostante la sconfitta, i cordiali rapporti stabiliti con il defender (colui che difende il trofeo) consentono già prima della fine dell’evento del 2000 di siglare un accordo che dà la possibilità a Prada – nello stesso attimo della sconfitta – di lanciare la nuova sfida per primo e divenire Challenger of Record, ossia il rappresentante di tutti gli sfidanti, che stabilisce assieme con il defender modalità e date di svolgimento della successiva Louis Vuitton Cup.
Nella primavera 2000 Patrizio Bertelli acquista le due barche del New York Yacht Club – Young America USA 53 e USA 58 che, pur non raggiungendo le semifinali nel 1999, hanno colpito per il loro progetto particolare.
Il team velico cresce e si internazionalizza maggiormente. Il team progettuale guidato da Doug Peterson, composto da venti persone, ha il compito più delicato: costruire due nuove barche veloci che consentano al team di imporsi sugli altri sfidanti e poi sul defender. Intanto cresce l’interesse per l’America’s Cup e vengono coinvolti nuovi importanti protagonisti.: nasce il team Alinghi e in Italia si organizza un secondo sindacato sfidante, Mascalzone Latino di Vincenzo Onorato. La nuova Luna Rossa ITA 74, costruita nei cantieri di Grosseto viene varata a Punta Ala il 20 maggio 2002, madrina Miuccia Prada, celebrante don Sandro Spinelli. ITA 74 si caratterizza per le proporzioni molto allungate. Il 28 agosto 2002 a Auckland viene varata la seconda barca ITA 80, madrina sempre Miuccia Prada, officiante Padre Bernard Kiely, parroco della St Patrick’s Cathedral di Auckland.
Durante le semifinali programmate dal 9 dicembre al 16 dicembre 2002 ITA 74 gareggia al meglio di sette regate contro OneWorld Challenge USA 67. Gli americani vincono il primo incontro perdono il secondo, vincono di nuovo nel terzo portandosi sull’1-1. Dal 13 dicembre le regate vengono sospese per vento troppo forte, riprendono il 16 dicembre con due match a favore di USA 67; siamo al 3-1. Secondo il regolamento il 17 dicembre è l’ultimo giorno disponibile per regatare. La scarsità di vento permette lo svolgimento di una sola regata che Luna Rossa vince, portandosi a 3-2 ma ormai è fuori dalla Louis Vuitton Cup che verrà conquistata da Alinghi.

La terza sfida

La nuova sfida di Luna Rossa parte dallo Yacht Club Italiano di Genova presieduto da Carlo Croce e viene formalizzata e accettata il 19 agosto 2004. Accanto a Prada entra un secondo socio finanziario: il gruppo Telecom Italia guidato da Marco Tronchetti Provera. Vengono così costituite le due società “Luna Rossa Challenge 2007”, per finanziare la sfida, e “Luna Rossa Trademark”, per la gestione del marchio “Luna Rossa”. Il sindacato prende nome Luna Rossa Challenge for America’s Cup 2007. Le due nuove barche ITA 86 e ITA 94 sono state varate a Valencia rispettivamente il 22 marzo 2006 ed il 18 gennaio 2007.
Il 3 agosto 2007 Patrizio Bertelli ha annunciato che Luna Rossa non parteciperà alla 33ª America’s Cup. “Si è concluso un ciclo”, le parole dell’imprenditore. Ma il 9 dicembre 2008, avviene il ripensamento: la barca viene iscritta alla 33ª America’s Cup con i colori dello Yacht Club Punta Ala.
L’imbarcazione si prepara quindi a gareggiare alle World Series della manifestazione velica a partire dall’aprile 2012 con le imbarcazioni AC45 e AC72, guidate dallo skipper Massimiliano Sirena.
Il 15 Aprile 2012 il catamarano Luna Rossa “Piranha”, con a bordo Chris Draper (timoniere), Francesco Bruni (wing trimmer), Pierluigi de Felice (trimmer), Nick Hutton (trimmer) e Dave Carr (freestyler), uno dei 2 AC45 del team, agguanta il secondo posto nella classifica match race e con la vittoria nell’ultima regata di flotta, vince nella acque del golfo di Napoli, conquistando la vittoria delle ACWS con un totale di 92 punti .

di Giorgia Zatta

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